Archive for maggio, 2018

Porta a doppio senso

Posted by Francesca on maggio 10, 2018
emozioni / Nessun commento
foto di FM

foto di FM

C’è sempre un’aria fresca quando si varca la porta d’uscita di un ospedale, che qualche lunga ora prima era d’entrata. C’è una luce forte, un terreno solido, quella sera c’eri anche tu.

Un secondo turno di affiancamento in un reparto così definito “un posto tranquillo”. In fin dei conti stiamo parlando di un’ “ostetricia e ginecologia”, di un’unità che da la vita.
Il mio primo post-partum, un cesareo agognato, la mia prima donna. L’abbandono della sala parto è felice, le mani care sostituiscono le estranee. Il cuore è regolare, l’ossigeno sale in semi-fowler, la minima della sala accompagna ancora la temperatura che a breve dovrebbe normalizzarsi.
Appunti frenetici su un taccuino che porta le occhiaie dell’infermiera di riferimento, la sua bravura, il suo impeccabile buon senso.
Troppi lochi, molti camici.

Si ha paura, una sensazione viva e netta. C’è sempre, è latente. Scorre come la più profonda delle cefaliche, talvolta non si vede, ma si tocca e viene punta. Ciò che punse me è un 14 gauge, un grosso calibro di paura. Si è sopraffatti da responsabilità giganti, figurati reali della mitologia greca, alle quali bisogna tener fede.
Si tratta poi di monitorare: parametri, prelievi, trasferimenti online, lunghi passi, rubriche e reperibili.
Ma c’è dell’altro, c’è molto altro. Ed è dura farci i conti. Continuare a far girare il vinile dei dubbi sulla buon’anima che trascorrerà con te le ore successive ad un turno come questo.

È che senza un’intelaiatura non ce la si fa. L’aria era gelida, il buio era pesto, il cemento vacillava.

Ma c’era la mia luce forte, il mio terreno solido.

Francesca

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Tappatemi l’auricola!

Posted by Gigi on maggio 04, 2018
poesie / Nessun commento
foto di HA

foto di HA

Chiudetemi l’auricola – non fate più scappare
quell’embolo malefico – che l’ictus mi può dare;

Chiudete orsù l’auricola – non se ne parli più
della trombologia moderna – ormai l’ultimo tabù.

Di tutti quei politici – non voglio più sentire
troppe stupide parole – in auricola finire;

tappatemi l’auricola, – ch’io possa ringraziare
il silenzio mediatico – e l’aritmia cessare.

Bloccate quell’uscita – che già devo subire
l’ennesima sciocchezza – di chi non vuol capire;

rendetemi la clinica – e cessate la bruttura
di tanta carta inutile – e di ogni altra stortura.

Tornate al cuore e all’anima – di ogni uman patire:
oh, dolcissimo burnout – che possa tu svanire!

Gigi

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