5 marzo 2017

Posted by Gigi on maggio 15, 2017
poesie / Nessun commento
foto di EP

foto di EP

 

Appoggi il gomito.
Appoggi il gomito alle spondine,
fragile confine tra te e la malattia
e insieme limite di vite disarmate,
gabbia contro rovinose cadute
da superare come quella distesa infinita
che tiene lontano il miraggio
di un’Europa scintillante.
Ah, maledetta scala di Conley!

Avvicini il muso.
Avvicini il muso come un san Bernardo
dal tartufo umido
fino alla soglia prossemica
– lo spazio vitale di quella
indifesa faccia avvizzita –
non per annusare pannolini e malattie
(comunque, forse è un dono, hai poco naso!),
ma per fiutare l’odore degli anni.

‘Come sta, signora Carolina?’
(son tutte Caroline le nonne del mondo
quando fanno compagnia ai bimbi
e sempre mi ricordano la dolce Mucca Carolina
di un famoso formaggino).

‘Me lo dica Lei!’

Tutto-O-key tutto-O-key…

‘Le sue condizioni sono buone
e i suoi esami vanno davvero bene.
Solo un piccolo scompenso cardiaco
e una breve insufficienza respiratoria,
ormai superati.
Ma io intendevo chiederle se ha male,
se qualcosa le duole…’

‘No, non ho male’.

‘E’ fortunata, perché nonostante la sua età
– gira intorno ai cent’anni –
il fisico regge bene: è ancora in gamba!
E poi è molto lucida e ragiona con intelligenza.
Brava!’

‘La invidiamo molto’,
aggiunge con calore la Simo,
l’infermiera che ci accompagna nel giro visita.

‘Oh, non dica così, signorina!’
ribatte con gli occhi un po’ spenti,
lasciando entrare in tutti una goccia
di tristezza inaspettata.
‘E’ vero, ho ancora i figli
ed anche dei nipotini,
ma non dica così:
a questa età non rimane nulla da fare,
non si vuole più nulla’.

E forse, pensi, non hai più sogni:
touchè!

E allora, pensi,
quando sarò su quel giaciglio
– spero un bel po’ più in là (sono sincero!)
ma la vita è un soffio –
‘lasciatemi scavalcare quelle spondine,
anche se,
come sempre
e per tutta la vita,
cadrò ancora una volta’.

O se invece vorrete diversamente,
lasciatele su:
perché mi affiderò a voi,
senza timore
e non parlerò di eutanasia…

Purché ricordiate in ogni caso
di amare
quello che sono stato,
quello che sono
e quel che sarò.

 

Gigi