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La regola delle tre P

Posted by Zoro on dicembre 19, 2016
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“Una cosa che probabilmente la mattina non farete mai è guardarvi allo specchio e chiedervi: sono uno stronzo? (…) Probabilmente nel mondo ci sono dei veri idioti e di sicuro molti di loro hanno una buona opinione di sé. Non si considerano delle carogne, perché il prendere coscienza della propria stronzaggine è abbastanza difficile.”

Eric Schwitzgebel, dall’articolo ”How to tell if you’re a yerk” Nautilus, 15/9/2016

 

 

Prepotente, Presuntuoso, Paraculo.

Quali migliori caratteristiche per uno che ti lavora a fianco?

Hai sempre sperato di avere accanto una persona (un artista!) che sa di lavorare cosi bene che trova il modo di criticare tutto e tutti, dove, ovviamente, lui, invece, ha sempre la soluzione pronta, il protocollo adatto, la posologia giusta.

E sempre corroborata da una solida biografia, sempre millantata ma mai esibita, spesso controcorrente, a volte inventata di sana pianta, soprattutto quando, palesemente, non esiste. Solo lui, genio incompreso, lavora correttamente, sottolineando puntualmente le tue imprecisioni o presunte mancanze, anzi, puoi essere sicuro che le ha già fotocopiate e documentate e messe da parte nel caso in cui mai avessi per pura invidia, da mettere in dubbio il suo corretto operato.

Di ogni argomento ha la soluzione giusta, ogni diatriba è buona per sparare pareri che nessuno richiede.

Di collaborare poi non se ne parla. Al suo pari non ce n’è, e soprattutto non si fida. Nemmeno c’è nessuno che si voglia prendere l’improbo fardello.

Da buon paranoico ipotizza le complicanze più strampalate: ogni intubazione e difficile, ogni decimo di potassio di deficit prolunga l’inizio dell’induzione, posticipato a situazione riequilibrata, la pre-ossigenazione è un rito iniziatico, cosi come l’incannulamento venoso, precario se fatto da altri e quindi da sostituirsi di default.

L’anestesia è sicura solo se si dispone di tutti i monitoraggi possibili, e quindi non è infrequente una preparazione completa di arteria, vena centrale, intubazione, magari da sveglio e con il fibroscopio… e poco importa se l’intervento e un raschiamento, un tunnel carpale o una cataratta.

Tra induzione e risveglio le sue anestesie durano mediamente un’ora in più, col paziente trattenuto in osservazione per ore, finche non arrivi cambio di turno a graziarlo.

Il suo nemico giurato è il chirurgo, bramoso solo di menare le mani e metterle nella pancia/utero/bocca/schiena (dipende dalla specialità) del malcapitato paziente, di cui il cerusico ignora la vera condizione cinica e che toccherà all’anestesista difendere e tutelare.

La sua è una crociata, una lotta all’ultimo sangue per sottrarre il  paziente alle grinfie dell’orco chirurgo…

Quando poi l’ignaro paziente si lasci scappare in anamnesi il dolorino toracico non indagato, la sincope di ndd, ci penserà lui a infilarlo in un tunnel diagnostico infinito, da cui difficilmente riuscirà indenne, perchè qualcosa che non va si trova sempre.

L’unica cosa che manca, che proprio non si trova da nessun parte è il buonsenso. Di quello proprio non ce n’è…

Zoro

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