turni di lavoro

Albert Einstein

Posted by Magamagò on febbraio 12, 2014
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foto di EP

foto di EP

Tra i vari poster e cartelli qui in Rianimazione ci vorrebbe anche una foto di LUI, Albert Einstein, con scritta sotto la sua celebre teoria della relatività..
Sì, perchè qui è tutto relativo; dal tempo che non scorre mai e che poi in un attimo ti cambia le carte in tavola, alle luci artificiali modello serra e ai suoni modello Las Vegas, come ha detto recentemente un famoso paziente, scrittore, contento soprattutto di poterlo raccontare.
È relativo anche il nostro concetto di “star meglio”: un pizzico in meno di temperatura, un punto in più all’EGA, un dito del piede che si muove in chi fino a ieri era immobile …Ci si “accontenta” qui dentro, e sembra la formula della felicità: “SAPER APPREZZARE COME UN DONO GRANDE QUEL POCO CHE OGNI GIORNO CI RISERVA LA VITA.”
A volte basta NON: non soffrire, non essere dispnoico, non tremare per le convulsioni, non sibilare coi polmoni chiusi dal broncospasmo …non fermarsi nel cammino verso la guarigione .
E pensare che fuori di qui c’è gente che si arrabbia se c’è troppo traffico, se si smaglia un collant, se quella ragazza non gli ha sorriso …
E’ tutto relativo e la Medicina non sempre è una scienza esatta, e per fortuna a volte nonostante tutte le brutte previsioni si può guarire.
Anche l’età è un concetto relativo, a volte hanno più acciacchi quelli giovani, e comunque non è l’anagrafe che deve farci desistere in partenza dal combattere la malattia. Io citavo sempre a difesa di questa tesi la Rita Levi Montalcini… adesso che è morta sono un po’meno credibile, ma comunque 103 anni sono sempre un bel traguardo! I miei colleghi adesso mi prendono in giro: “E ora di chi parlerai per dare coraggio a pazienti e parenti? Di Matusalemme? ” E perchè no; ma forse lui è vissuto tanto perchè c’erano pochi medici a quei tempi. Tutto è relativo a questo mondo, ma c’è spazio per tutto, per la vita, per la morte, per la lotta… Stanotte ho pazienti che stanno vincendo, e mi sento vincitrice anch’io, domani chissà …
È domani, un lunedì mattina smonto notte, e quindi libera dal lavoro: stiamo andando a Roma in macchina a trovare nostra figlia, biologa (per fortuna ha un po’ dirazzato avendo anche il padre chirurgo), e la radio trasmette il solito programma di intrattenimento con gli ascoltatori. Quella mattina il “conduttore creativo” se ne esce con questa faceta domanda: ditemi in 7 parole come avete passato il weekend, poveri lavoratori del lunedì: mandate un SMS al numero …”
E io mi sono trovata a rispondere (guidava mio marito ovviamente): IO HO LAVORATO ANCHE SABATO E DOMENICA.
E mi sembrava di essere di un altro pianeta, o forse lo era quel tipo che dava per scontato che tutti lavorassero cinque giorni a settimana, tutte le settimane, tutti gli anni, e dunque riposandosi 2 giorni soffrissero di stress di vacanza. “Ma mi faccia il piacere!” diceva il compianto Totò.
Invece c’è un mondo di lavoratori per gli altri, con orari in controtempo, con esigenze personali che sono sempre in coda nella lista delle priorità.
Nostra figlia da piccola diceva che forse ci avrebbe avuti per sè dopo il nostro pensionamento, ma ne era orgogliosa, e siccome il sangue non è acqua passa anche lei i sabati, unica, in laboratorio, per la gloria!
E io, a 60 anni, più stanca di prima, comunque non vorrei fare altro nella vita che questo, il medico, e vorrei essere sì di un altro pianeta, ma di quelli come si vedono in TV, nelle galassie lontane, dove ci sono attrezzature che in 5 minuti fanno diagnosi e guariscono sempre tutti, al 100%.
Eh sì, sarebbe bello poter guarire tutti ma solo fino al momento finale, quello del trapasso, perchè comunque quello ci deve essere, e il quando e il come non si può sapere.
E’ inutile, le notti in Rianimazione mi ispirano sempre un po’ e risvegliano la mia vena filosofica: che ci volete fare sono fatta così !

Magamagò

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