zucchero

Dolore

Posted by Marion on febbraio 09, 2013
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Foto di MV

Foto di MV

Prima bimba cha vedo nella mattinata: Yasmin, nome da fiaba, origine straniera, slava mi sembra, 5 anni, mamma giovane, bella e molto antipatica, arrogante nell’approccio e nelle richieste, senza lavoro e con gravi problemi economici (a quanto dice. Ho imparato a diffidare di tutto e di tutti).

Yasmin ha vomitato più volte e accusa un pò di mal di pancia e un forte mal di testa: entra nell’ambulatorio camminando da sola, ma strofinando la fronte con le manine e piangendo piano, si siede subito e rimane lì ferma, sempre lamentandosi, mentre la mamma mi racconta i fatti

“E’ da ieri pomeriggio all’uscita da scuola che non sta bene, ha vomitato tutta notte, ho dato questo e quello, non ha febbre nè diarrea, da 24 h non mangia …”

“Vieni Yasmin , sali sul lettino e riposati mentre ti visito”.

Buona buona Yasmin mi obbedisce e si alza, la mamma la prende in braccio e la deposita sul lettino, la bimba si sdraia e aspetta la visita: il pianto si è fermato, il faccino è sempre sofferente.

Il viso è rigato di lacrime, la bimba non appare disidratata, le tocco il pancino piano piano, le strappo un sorriso, poi un pò più a fondo, senza evocare dolore. Termino la visita senza trovare nulla di particolare.

Yasmin torna sulla seggiola e il viso si rabbuia, il pianto riprende, le mani che vanno sopra lo stomaco, qualche strano colpo di tosse preannunciano un conato; suggerisco di portarla in bagno e assisterla nel caso di vomito, raccogliendo poi se possibile un goccio di pipì nel contenitore che porgo. Io intanto compilo la cartella e … penso.

Il dolore di un bambino: qualche settimana fa ho sofferto di un’infezione stagionale gastrointestinale e ricordo bene quanto ho patito! Io però sapevo che era in realtà cosa da poco, che in qualche ora tutto sarebbe passato e in breve avrei quasi anche scordato quel dolore (anzi mi sarei dovuta sforzare di non farlo, per cercare di capire meglio poi la sofferenza dei miei piccoli pazienti senza minimizzarla con superficialità frettolosa). Il bambino ha davanti solo il dolore di quel momento, senza un perchè, senza una fine, se noi adulti non gli stiamo vicini a rassicurarlo, ad offrirgli un rimedio, a distrarlo…

E allora accolgo Yasmin di ritorno, immergo lo stick nel bicchierino, e osservo di lì a poco il bel viola scuro del quadratino che indica presenza di chetoni.

E spiego, alla mamma – e a Yasmin – che i chetoni, una sorta di leggero veleno che autoproduciamo in determinate situazioni, possono essere causa di vomito e mal di testa, che nascono dal digiuno o da errori alimentari , che possono aggravare un’infezione da virus ( “ un ’influenzetta di pancia”) come quella che in questi giorni hanno tanti altri bimbi o essere invece da soli la causa dei sintomi di Yasmin. In ogni caso, la cura sono CARAMELLINE di ZUCCHERO (il mio papà me le comprava a forma di carotina, con una bella carta arancio e il ciuffetto verde sopra a far da foglie!) e da tè zuccherato fresco, offerto a cucchiaini ripetuti dalla mamma che dovrà perciò trascorrere le prossime ore a fianco di Yasmin, ingannando il tempo col racconto di qualche bella storia.

Adesso sì che Yasmin non solo sorride, ma ride beata! E anche il saluto di congedo della mamma è un pò più sereno del solito…

Marion

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