Ieri all’Hospice

Scritta da slowlyslowly su dicembre 06, 2012
poesie

foto di MV

foto di MV

Solo all’Hospice

appena esco dall’ascensore

e vedo la nostra stanza

la tisaneria – salotto

entro senza neanche saperlo

nel Qui e Ora –

i tavoli da sistemare

sono solo tavoli da sistemare –

e la bella tovaglia fiorita

è solo la bella tovaglia fiorita –

e i bicchieri e i piatti

sono solo bicchieri e piatti –

e salutare infermieri e dottori

viene spontaneo

e senza altri pensieri –

qui il cielo fuori dalla finestra

è solo cielo

cose e persone

sono solo cose e persone

senza aggettivi – giudizi -opinioni

senza fretta, ansia –

porte chiuse ce n’è anche qui

ma gli occhi di ieri

erano finalmente uguali ai miei

forse perché erano

chiari come i miei

e fissavano come i miei

mentre ironizzavano sulla morte

i nostri occhi si sono fissati –

quei secondi in più

che di uno sguardo fanno un discorso –

è lo stupore che dobbiamo morire

e non c’è scampo.

slowlyslowly

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2 commenti

  • massimolegnani scrive:

    tutta la poesia, apparentemente distaccata e quasi monotona, prepara al finale potente, a quegli occhi che si fanno discorso, a quello stupore senza scampo. piaciuta, ml

  • grazie mille,fa piacere essere apprezzati, è un pò come essere capiti; c’è una frase di Kerouac che sintetizza bene, a mio avviso, a cosa serve la scrittura rispetto alla sofferenza umana e non:
    ” Il dolore non sarà alleviato dallo scrivere, ma sarà redento”

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