Il già e il non ancora

Scritta da Bolt su marzo 29, 2015
cronache
Foto di EH

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E’ già tutto pronto da un po’, ho iniziato a lavorarci alle 22:00 di ieri sera, ho fatto cento telefonate, verificato tutto più volte, parlato con il candidato scelto per il trapianto, con il chirurgo trapiantatore nella lista d’attesa, tenendo conto delle caratteristiche del donatore, sentito il gastroenterologo, i chirurghi, gli anestesisti, i colleghi infermieri, la banca del sangue, la sala operatoria, l’immunologia dei trapianti, l’anatomia patologica …

Ma non ancora, non siamo ancora sicuri che il fegato prelevato questa notte lo potremmo veramente trapiantare. Manca un particolare che tarda ad arrivare. Il paziente, visto il ritardo, si preoccupa e mi avvisano che vuole notizie andrà o no in sala operatoria, il trapianto si farà?

Il fatto è che i prelevatori dei reni hanno avvisato il Centro Regionale Trapianti, nel cuore della notte alle 2:30, che è stato necessario inviare un particolare anatomico in anatomia patologica per una diagnosi dettagliata. Se risultasse essere una tumore potrebbe saltare il trapianto e avremmo lavorato per nulla, senza dimenticare l’angoscia del paziente che potrebbe ripiombare nel “girone dantesco” dell’attesa. Gli anestesisti, impazienti mi chiedono nuove “Possiamo far portare il paziente in sala operatoria e addormentarlo?, noi siamo già pronti!” . ”Ma no, non ancora” rispondo scortese e seccato, sono stanco. Ormai sono le 5:00 se dovesse saltare il trapianto bisognerà subito riconfermare la chirurgia d’elezione prevista per oggi, anche quei pazienti sono in attesa, già pronti, ma non ancora sicuri di quel che oggi sarà di loro. Squilla il telefono ora sono i chirurghi che chiedono lumi. “Lo sapete” rispondo più tollerante, pentito di come poco prima mi ero sbarazzato degli anestesisti, “Appena avrò notizie vi avviserò… Lo so che l’ischemia diventa lunga ma……”
Mi prendo un caffè è il terzo della notte, ancora il telefono, ora è la banca del sangue “Ci sono poche unità di zero negativo, se il trapianto non si dovesse fare tutto sommato…… Comunque, in ogni caso comunicatecelo subito per cortesia”. “Ok ok sarà fatto”. L’ennesima telefonata, forse quella giusta dal Coordinamento del Centro Regionale Trapianti, bene ci siamo. No falso allarme solo il cross-match che è negativo. Sono tentato di sollecitare l’anatomia patologica, ma cadrei nello stesso errore che commette chi sollecita me e di cui spesso sono vittima, non servirebbe a nulla tanto i tempi tecnici sono quelli se telefono il risultato non arriverà prima.
E’ l’alba presto qualcosa si schiarirà, fosse anche solo il cielo. Finalmente la telefonata tanto attesa, in realtà non ancora esaustiva. Dal Centro Regionale Trapianto, dopo la diagnosi anatomo patologica, ora devono sentire una second opinion dell’oncologo del Centro Nazionale Trapianti per capire se gli organi prelevati questa notte sono trapiantabili in sicurezza, speriamo facciano presto. Ci sarà quasi sicuramente un consenso informato aggiuntivo da spiegare e far firmare al candidato, devo contattare un chirurgo del Centro Trapianti che eventualmente venga con me in gastroenterologia dove è in attesa il paziente candidato al trapianto.
Il “verdetto” del second opinion:
Si tratta di un Carcinoma di cellule renali a cellule chiare, carcinoma in situ.
Il rischio resta standard, il fegato, almeno quello, è trapiantabile senza necessità di alcun ulteriore consenso informato specifico.
Abbiamo superato il non ancora, già ora si può cominciare.

Bolt

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